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La
Lepre italica ( Lepus corsicanus - De Winton, 1898) è
un tranquillo animale che vive su tutto il territorio siciliano ed in
prevalenza alle alte quote. Sino a qualche anno fa, si pensava che la lepre
presente su tutto il territorio dell’Italia centro-meridionale e delle
isole, fosse la specie europea (Lepus europaeus - Pallas, 1778). Dopo diversi anni di ricerche e studi teorici e
pratici a cura dell’Istituto Nazionale per la fauna selvatica di
Ozzano Emilia in provincia di Bologna, allo scopo di valutarne le
differenze morfologiche e genetiche, si è scoperto che la lepre
presente sul territorio
siciliano può considerarsi autoctona di queste latitudini e quindi
nettamente distinta dalla lepre europea. Queste caratteristiche
specifiche, permettono alla
Lepre italica, di ricoprire un rilevante valore faunistico di interesse
soprannazionale. La lepre italica, in apparenza
assomiglia molto alla lepre europea presente sul territorio
settentrionale nazionale. Molto conosciuta, sia dagli amanti
della natura quanto dai gastronomi attratti dalla sua succulenza
culinaria. La
taglia della lepre italica presente in Sicilia, è più piccola
rispetto alla lepre classica europea; le tonalità del suo
mantello sono giallo-rossiccio e nella nuca e nella parte dorsale del
collo hanno una colorazione
grigio-nerastra, mentre nella lepre europea è rossastra. Le orecchie e
i piedi sono lunghi, gli arti molto sviluppati, la coda leggermente
evoluta e la pelliccia soffice può pesare anche 3 o 4 chili. La sua struttura corporea abbastanza longilinea e contenuta, la testa piccola, il dorso curvato e flessibile, il ventre retratto e il bacino piccolo, la rendono molto adatta alla corsa e al salto. La Lepre possiede quattro incisivi ben sviluppati e sempre in evidenza. E’ un animale solitario, vive prevalentemente ai bordi delle aree boscate e si rifugia all’interno di vecchie ceppaie, depressioni del terreno e cespugli. La sua dieta è a base di specie erbacee che bruca al riparo di potenziali predatori. La Lepre ha un potenziale riproduttivo alquanto elevato e questo è da considerare molto positivo, dato che è un erbivoro soggetto ad un forte impatto predatorio da parte dei suoi numerosi predatori carnivori. Ha una gestazione di circa 41-42 giorni e può partorire a partire dalla fine di gennaio, per 3-5 volte l’anno, sino a 4-5 leprotti che raramente superano i 100 grammi, con il tasso di natalità più alto nei mesi estivi. Per la prima volta la lepre italica è stata descritta dal famoso naturalista inglese W. E. De Winton nel 1898, quando la classificò come specie Lepus corsicanus, individuando il suo habitat nell’Italia centro-meridionale, nella Sicilia, nella Corsica e nell’isola d’Elba. Vincenzo CRIMI
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